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COME SFRUTTARE AL MEGLIO I VANTAGGI DELLA FORMAZIONE FINANZIATA

Quando si parla di affrontare nuove forme di complessità, alcuni quesiti imprenditoriali sembrano scontati. Uno di questi è, banalmente, come mantenere competitiva la propria azienda anche nel caso in cui la nicchia virtuosa in cui ci si trova permette di mantenere buoni margini e competitività?

La risposta ‘su due piedi’ non è seria. Ci sono vari aspetti da considerare; ad esempio è indubbio che una soluzione immediata per competere e sconfiggere la concorrenza consiste nell’avere personale correttamente formato e competente mantenendo un adeguato controllo dei costi.

Nei moderni mercati, accrescere il know- how dei propri dipendenti, purché fatto in modo corretto, può avere l’effetto di aumentare il valore stesso dei prodotti e servizi, sia in termini di qualità ed innovazione, sia in termini di relazione con il cliente finale, migliorando la sua percezione del brand ed incrementando la sua fidelizzazione.

Proprio in questo contesto, si inserisce la tematica della formazione finanziata, salita alla ribalta anche alla luce delle nuove teorie e prassi richieste in merito alla ben nota Social Corporate Responsibility.

Cosa è in sintesi la formazione finanziata?

  • Le aziende hanno la possibilità di formare i dipendenti a costo zero perché le spese dirette della formazione (docenza e materiale didattico, etc…) sono interamente finanziate a fondo perduto (a carico dell’impresa rimane ovviamente la mancata produzione dei dipendenti impegnati in quel momento ad accrescere il loro know-how e sono previsti massimali, da verificare caso per caso a seconda dell’ente erogatore, comunque sempre abbastanza ampi).

A chi si può richiedere?

  • E’ possibile rivolgersi ai fondi interprofessionali – e.g. Fondimpresa- che gestiscono lo 0,30 per la disoccupazione involontaria. Si tratta peraltro di una tassa obbligatoria dal 1978 ergo non una nuova “gabella” aggiuntiva per l’azienda. Ci sono poi i finanziamenti del Fondo Sociale Europeo – gestiti dal territorio di riferimento – oppure dalla legge 236 nazionale.

Come la si ottiene e su quali argomenti?

  • I bandi -non retroattivi- possono essere nazionali o territoriali.
  • La scelta degli argomenti è interessante perché possono essere estremamente vari (lingue, aspetti piu’ tecnici, CSR…), possono essere usati docenti sia esterni che interni e, all’interno di ciascun bando o all’interno dello statuto di ciascun fondo, si può valutare il livello di approfondimento delle materie di interesse (e.g. Corsi per la sicurezza sul posto di lavoro, il general management, la CSR o gli aspetti “sociologici”, ecc…).

Grazie alle nuove ed imprescindibili piattaforme per l’apprendimento (penso a webinar, e-learning, virtual reality), i corsi di formazione aumentano drasticamente il proprio potenziale formativo, permettendo ovvi vantaggi tra cui:

  • Compresenza di persone geograficamente de-localizzate
  • Significativa riduzione dei costi organizzativi, gestionali e indiretti per l’erogazione dei corsi
  • Possibilità di “scindere” il programma in più sezioni, fasi e tempi, rendendolo quindi più ‘fruibile’ ed al contempo impedire assenze contemporanee di forza lavoro

A maggior sostegno di quanto sopra, una ricerca dell’ Isfol, Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori, relativa alle tematiche di formazione finanziata ha dimostrato come nel corso del 2018 il ricorso all’ e-learning nel settore della formazione finanziata dai fondi interprofessionali ha intrapreso una curva crescente, soprattutto nella ricerca industriale, scientifica, nel chimico, farmaceutico e nei servizi.

Nel 2013 tra i piani di formazione messi in campo dai fondi paritetici a vantaggio dei dipendenti, l’autoapprendimento “a distanza” rappresentava il 4,2% del totale delle diverse metodologie formative

  • L’anno successivo, il 2014, l’e-learning saliva al 5,2%
  • Nel 2015 l’e-learning si attestava al 5,8%
  • Nel 2016 l’e-learning ha raggiunto l’8,9%
  • Oggi il fenomeno è in continua crescita

Affinché possa generare aumenti nel ROI (return on investment), maggiore soddisfazione dei dipendenti, maggiore produttività o maggiore qualità percepita dal cliente finale, questa opportunità deve tuttavia essere gestita come una scelta manageriale importante, con l’obiettivo di non sottovalutarne la complessità che comporta, con la conseguenza di non ‘raccogliere’ i frutti dei propri sforzi.

Se cercate una soluzione personalizzata alla vostra specifica esigenza di business, non esitate a contattarci.

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